{"id":262,"date":"2017-08-13T12:04:34","date_gmt":"2017-08-13T10:04:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.proacademy.it\/?p=262"},"modified":"2017-09-13T12:11:59","modified_gmt":"2017-09-13T10:11:59","slug":"motivazione-e-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.proacademy.it\/?p=262","title":{"rendered":"Motivazione e libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Topic\/Problem<\/strong><br \/>\nNel post precedente mi sono chiesto e ti ho chiesto: quale significato dai all\u2019attivit\u00e0 che pi\u00f9 di ogni altra occupa il tempo di una vita adulta? Ecco la parola chiave: significato. Letteralmente, dal latino, \u201cqualcosa che fa da segno\u201d, quindi che indica e simboleggia. Ma simboleggiare cosa? Cosa \u201cci mettiamo dentro\u201d nel nostro lavoro? A cosa \u201crimanda oltre a s\u00e9\u201d quello che facciamo?<br \/>\nPrima o poi dobbiamo trovare una risposta personale, certo mutabile e in divenire, ma se non riusciamo a dare un senso a quello che facciamo, siamo condannati alla disperazione\u2026 o alla depressione (oggi il male dominante). Brutta storia.<br \/>\nUno dice: guarda che non necessariamente ci\u00f2 che facciamo deve avere un significato, si fa per abitudine o necessit\u00e0 o per mancanza di alternative. Ma \u00e8 esattamente questo il punto della questione: siamo nella cosiddetta Age of Fullfilment, epoca della realizzazione, pienezza, a cui ognuno aspira, sia come individuo che come organizzazione. Non ci basta pi\u00f9 che il lavoro ci dia da mangiare. E questo \u00e8 davvero un gran problema: guarda tuo figlio, la nostra epoca gli ha messo in testa che lavoro e felicit\u00e0 non sono in antitesi, come pressoch\u00e9 sempre son stati. Noi stessi viviamo con questa speranza, o illusione, che in un qualche tempo o dimensione ci\u00f2 che facciamo coincida con ci\u00f2 che ci piace fare, che ci fa sentire realizzati.<\/p>\n<p><strong>Approfondimento<\/strong><br \/>\nEsiste una scuola molto molto diversa dalle altre, una scuola che amo sconfinatamente, un\u2019invenzione del geniale Alain De Bottom: la School of Life londinese<br \/>\nNella sezione dedicata al lavoro troviamo il tema in oggetto: http:\/\/www.theschooloflife.com\/london\/shop\/how-to-find-a-job-you-love-5\/<br \/>\nTra le pubblicazioni di interesse per il nostro topic, segnalo How to find fulfilling work di Roman Kraznic, che puoi trovare anche in ottima versione audiolibro https:\/\/itunes.apple.com\/us\/book\/how-to-find-fulfilling-work\/id577476830?mt=11<br \/>\nSe chiedi alle persone se sono felici del loro lavoro, mentiranno in ogni caso, sia che rispondano affermativamente sia che dicano I can\u2019t get no satisfaction. Non perch\u00e9 siano false o infide, ma perch\u00e9 \u00e8 una domanda troppo sfacciata e troppo profonda da porre. Riguarda le dinamiche della scelta, di cui purtroppo troppo poco ci occupiamo, come ci occupiamo poco della nostra anima, di cui lo scegliere \u00e8 una facolt\u00e0.<br \/>\nPartiamo da questo assunto: NON SI PUO\u2019 NON SCEGLIERE (riformulazione etica del watzlawickiano \u201cnon si pu\u00f2 non comunicare\u201d https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Assiomi_della_comunicazione ). E\u2019 l\u2019anima che percepisce e capisce (cognizione), \u00e8 l\u2019anima che sceglie (aut-aut), \u00e8 l\u2019anima che agisce (pragma). Ne deduco che anche rispetto al lavoro che svolgiamo \u00e8 attivo un processo di percezione\/cognizione, scelta, azione. Ovvero che ogni atto dello scegliere, cos\u00ec proprio del nostro essere dotati di anima, \u00e8 in s\u00e9 cognitivo e pragmatico.<br \/>\nChe vuol dire che non possiamo non \u201cscegliere cognitivamente\u201d nel nostro lavoro? Il senso del reale \u00e8 per noi umani esito di un continuo giudicare, ovvero sottoporre l\u2019esperienza concreta alla luce di un concetto, da cui emerge una intuizione, una conoscenza (ad esempio vedo un oggetto con una certa forma, lo confronto con un\u2019idea geometrica e d\u2019uso e solo alla fine ne ricavo il giudizio che \u00e8 un tavolo). Questo processo cognitivo, riferito alla nostra esistenza lavorativa, si declina come segue: io faccio un certo lavoro, lo confronto con idee, schemi, valori e pre-giudizi presenti gi\u00e0 nella mia mente\/cuore, poi do un giudizio su quanto fatto. E\u2019 quindi assolutamente decisivo capire di quali idee, schemi e valori stiamo parlando, perch\u00e9 infatti per uno stesso identico insieme di azioni tra due soggetti (es. entrambi impiegati con stesse mansioni nello stesso ufficio), uno potr\u00e0 considerare il proprio lavoro bello, utile e gratificante, l\u2019altro brutto, inutile e alienante.<br \/>\nChe vuol dire che non possiamo non \u201cscegliere pragmaticamente\u201d nel nostro lavoro? Ogni azione che intraprendiamo \u00e8 esito di uno scegliere (faccio questo e cos\u00ec e non quello e cos\u00e0) e se non siamo consapevoli di ci\u00f2 che facciamo e di come siamo arrivati l\u00ec e del perch\u00e9 e verso dove proseguiamo, semplicemente faremo male il nostro lavoro. Tante volte pensiamo di non poter fare-diversamente o che debba esser fatto cos\u00ec e solo cos\u00ec, ma altrettante volte siamo limitati dai nostri pre-giudizi considerati assiomi. Prigioni mentali. In cui ci rintaniamo e ci raccontiamo che non abbiamo vie di uscita. Ed effettivamente, posta cos\u00ec la questione, non vi saranno vie d\u2019uscita, perch\u00e9 nessuna prigione \u00e8 pi\u00f9 invalicabile di quelle invisibili costruite dalla nostra mente.<br \/>\nEssere creativi al lavoro significa proprio questo: ri-creare costantemente quel giudizio su di s\u00e9, su quello che facciamo e come lo facciamo, per sentirsi LIBERI. Continuamente sfidare le nostre prigioni mentali, che tutti abbiamo, tutti. Ovvero diventare padroni delle scelte cognitive e pragmatiche che abbiam fatto, stiam facendo e faremo.<br \/>\nQuindi no, nulla \u00e8 ineluttabile. Se lo fai, cerca di dirti che te lo sei scelto, che lo stai facendo nel modo che hai scelto e che lo farai secondo obiettivi che hai o avrai scelto.<br \/>\nSCEGLIERE, NON SUBIRE, decidere che lavoro fare, come farlo e perch\u00e9 farlo.<\/p>\n<p><strong>Strumento<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-263\" src=\"http:\/\/www.proacademy.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ScreenHunter_37-Sep.-13-11.58-300x217.jpg\" alt=\"\" width=\"953\" height=\"689\" srcset=\"https:\/\/www.proacademy.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ScreenHunter_37-Sep.-13-11.58-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.proacademy.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ScreenHunter_37-Sep.-13-11.58-768x556.jpg 768w, https:\/\/www.proacademy.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ScreenHunter_37-Sep.-13-11.58-1024x741.jpg 1024w, https:\/\/www.proacademy.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ScreenHunter_37-Sep.-13-11.58-1200x868.jpg 1200w, https:\/\/www.proacademy.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ScreenHunter_37-Sep.-13-11.58-149x108.jpg 149w, https:\/\/www.proacademy.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ScreenHunter_37-Sep.-13-11.58-180x130.jpg 180w, https:\/\/www.proacademy.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/ScreenHunter_37-Sep.-13-11.58.jpg 1209w\" sizes=\"(max-width: 953px) 100vw, 953px\" \/><\/p>\n<p>Il \u201cLife Plan\u201d da compilare in ottica di forward-mapping, ovvero partendo dagli esiti lontani desiderati\/desiderabili, per ricostruire backwards le scelte da prendere;<\/p>\n<p>Guarda il video \u201cHow to Find Fulfilling Work\u201d<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/veriqDHLXsw\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Colonna sonora consigliata: Black &#8211; Wonderful Life<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/mAXkgSNWPq8\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Topic\/Problem Nel post precedente mi sono chiesto e ti ho chiesto: quale significato dai all\u2019attivit\u00e0 che pi\u00f9 di ogni altra occupa il tempo di una vita adulta? 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